3. Vicolo de’ Bonconti

VICOLO DE’ BONCONTI: E il naufragar m’è dolce in questo mare, Ignazio Fresu

Ignazio Fresu

E il naufragar m’è dolce in questo mare

2020
Cartoncino, resina epossidica e granulati minerali su pannelli di poliuretano
125 x 420 x 9 cm

DESCRIZIONE DELL’OPERA

L’opera si presenta con una sessantina di barchette di cartoncino, in realtà solide in quanto vetrificate con la resina epossidica trasparente. Sulle barchette si rivela la natura del foglio di carta che raffigura la prima stesura autografa di Giacomo Leopardi del componimento poetico de “L’Infinito”.

La poesia di Leopardi è un inno alla rinascita, a vedere oltre la collina, a guardare oltre la siepe. I versi de “L’Infinito”, insieme a queste semplici e fragili barchette che ci ricordano la nostra infanzia, le trasmigrazioni dei popoli, il navigare nel mondo, forniscono una traccia di quanto siano importanti per l’essere umano l’immaginazione e la speranza di fronte al nostro presente.

Igrazio Fresu

Biografia di IGNAZIO FRESU

Nato a Cagliari nel 1957. Studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Risiede e lavora a Prato. Il tema della transitorietà di ogni cosa si riflette in tutta l’attività dello scultore e si manifesta anche nella scelta della materia per le sue creazioni: materiali riciclati, rifiuti di lavorazioni industriali e scarti dell’economia di consumo. Ha esposto in Italia e all’estero, in mostre personali e collettive. Alcune sue installazioni sono esposte in permanenza come l’opera “Il viandante e a sua ombra” sul muro della scalinata della Stazione del Serraglio a Prato. Altre opere in permanenza sono a Firenze, Milano, Perugia, Impruneta (FI), Guidonia Montecelio (RM), Arcevia (AN), Chiaramonti (SS) ed all’estero a Funchal (Madeira, Portogallo), La Valletta (Malta) e a Berlino.